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Nexus Root Toolkit si aggiorna alla versione 2.1.8: supporto ad Android 7.0 Nougat .

Nexus Root Toolkit, il software dall’interfaccia user friendly pensato e sviluppato per aiutare i possessori di dispositivi Android della serie Nexus ad eseguire procedure di personalizzazione come sblocco del bootloader, permessi di ROOT e flash di custom recovery in pochi click, si è aggiornato. La nuova versione, targata 2.1.8, introduce il supporto alle nuove build di Android 7.0 Nougat ma anche una serie di novità come la percentuale live per ogni operazione, nuove funzioni adb per la gestione di blocchi inaspettati e miglioramenti al sistema di backup.

Il software, abbastanza facile da utilizzare, richiede come unico requisito un computer con sistema operativo Windows e su quest’ultimo devono essere presenti i driver del proprio dispositivo, senza i quali non è possibile procedere con l’esecuzione di tutte le procedure di modding. Il programma, alla sua prima apertura, chiederà di selezionare il dispositivo assieme all’esatta versione (build) firmware visualizzabile dal menù impostazioni dello smartphone/tablet. I dispositivi Nexus supportati sono:

Galaxy Nexus (GSM, CDMA/LTE Verizon, CDMA/LTE Sprint), Nexus S (i9020t, i9023, i9020a, m200 e d720), Nexus 7 (WiFi, 3G, 2013 WiFi e 2013 LTE), Nexus 10, Nexus 4, Nexus 5, Nexus 5X, Nexus 9 (WiFi, LTE), Nexus 6, Nexus 6P, Nexus Player e Nexus Pixel C. Con uno di questi Nexus connessi al proprio PC attraverso il cavo USB fornito in dotazione, completare tutti i campi richiesti da Nexus Root Toolkit e fare click su Apply. Completata l’impostazione iniziale, sarà possibile scegliere le operazioni da fare.

SBLOCCO DEL BOOTLOADER. Per lo sblocco del bootloader basterà selezionare con il dispositivo connesso il pulsante Unlock. Tuttavia, prima di procedere, è necessario che abbiate attiva la modalità debug USB sul vostro dispositivo. Per il resto basterà attendere e seguire, qualora fosse necessario, le istruzioni su schermo.

La procedura, al pari di quelle eseguite manualmente da terminale, elimina tutti i dati presenti sul dispositivo e pertanto è consigliata l’esecuzione di un backup. Lo stesso può essere eseguito dal toolkit, decidendo se eseguire il salvataggio delle applicazioni, dei contatti, dei registri delle chiamate, dei messaggi, delle impostazioni APN e dei contenuti multimediali.

ROOT E RECOVERY. Per ottenere i permessi di ROOT, invece, basterà selezionare l’opzione omonima presente sull’applicazione che, come per il caso precedente, procederà ad avviare immediatamente l’operazione. Questa volta però sarà necessaria una maggiore interazione con l’utente, che dovrà finalizzare il tutto seguendo le istruzioni su schermo circa l’applicazione Super Su e BusyBox Free.

Nello specifico, basterà aprire la prima applicazione per attivarne il funzionamento, mentre per BusyBox Free, come mostra il video allegato all’inizio dell’articolo, è necessario fare click sul tasto install selezionando il seguente percorso “/system/xbin”. Collegata a questa procedura troviamo l’installazione di una recovery personalizzata, che di default è impostata sulla TWRP.

Tuttavia, se si desidera installare una recovery differente basterà specificarlo dal tab Custom Recovery e se nessuna delle voci disponibili vi soddisfa, perché avete intenzione di installare una recovery reperita sul web, scegliete “utilize alternate custom recovery image”.